IPOTESI DI RICONVERSIONE DI SIGONELLA: I FAVOREVOLI ED I CONTRARI

SIGONELLA AEROPORTO CIVILE

Nel giornale La Sicilia del 24 febbraio u.s. leggo le parole dell’avvocato Aurelio Bruno: "La creazione di un grande aeroporto intercontinentale nel territorio etneo in grado di accogliere milioni di passeggeri ogni anno è una delle sfide principali lanciate da tempo dall’Amministrazione Lombardo". "Ipotizziamo la trasformazione della base militare di Sigonella in aeroporto a scopi civili".

SIGONELLA AEROPORTO CIVILE

Nel giornale La Sicilia del 24 febbraio u.s. leggo le parole dell’avvocato Aurelio Bruno: "La creazione di un grande aeroporto intercontinentale nel territorio etneo in grado di accogliere milioni di passeggeri ogni anno è una delle sfide principali lanciate da tempo dall’Amministrazione Lombardo". "Ipotizziamo la trasformazione della base militare di Sigonella in aeroporto a scopi civili".

Due giorni dopo lo stesso avvocato Bruno precisa: "Con riferimento all’articolo "Trasporti. Sicilia strategica" pubblicato a pag. 36 di venerdì 24 febbraio 2006, si precisa che né nelle relazioni né nelle slides, tutte in lingue inglese, presentate dal sottoscritto è stato mai detto "…Ipotizziamo la trasformazione della base militare di Sigonella in aeroporto a usi civili…" Al contrario è stato detto che l’’amministrazione Bush ha dato segnali di indirizzo contrario a questa ipotesi. Tanto è visionabile nelle slides del progetto già disponibili in Cd".

In proposito vorrei fare alcune osservazioni:

l’aeroporto di Fontanarossa si sta sviluppando negli ultimi anni come principale aeroporto siciliano e meridionale (al punto che i turisti della zona di Cefalù lo preferiscono a Punta Raisi per evitare le difficoltà dell’attraversamento dell’area metropolitana di Palermo). Esso ha grandi prospettive di sviluppo nazionale ed internazionale;

Fontanarossa ha però due limiti: è inglobata sempre più nell’area metropolita catanese e non si può estendere in superfici e in secondo luogo, e direi soprattutto, è sottoposto al vincolo della servitù militare di Sigonella. Gli oltre 5 milioni di passeggeri e le decine di migliaia di piloti e personale di bordo che partono e arrivano ogni anno non godono dell’assistenza radar completa, fino all’area di parcheggio che viene assicurata negli altri aeroporti civili dell’Italia e del mondo. Ciò provoca pericoli, ritardi e dirottamenti specie quando vi sono condizioni di visibilità scarsa.

un nuovo aeroporto internazionale costruito nella stessa Piana di Catania (ad esempio nella zona di Gerbini come proposto dall’amministrazione provinciale) sarebbe sottoposto alla stessa servitù militare di Fontanarossa per quanto riguarda il radar. La smilitarizzazione di Sigonelal e la sua trasformazione in un grande aeroporto intercontinentale capace di accogliere ad esempio i gradi jet airbus di nuova generazione (che neanche d Fiumicino e Malpensa nelle loro attuali dimensioni possono ricevere) costituisce l’unica soluzione possibile. Si creerebbe un HUB non solo mediterraneo ma anche intercontinentale capace di gareggiare e forse sorpassare Malpensa e Fiumicino e capace di assicurare decine di migliaia di posti di lavoro diretti ed indiretti assorbendo naturalmente con il pieno rispetto delle leggi dei contratti di lavoro vigenti nel nostro paese gli attuali addetti alla base italiani ed anche americani che volessero restare in Sicilia a contribuire al suo sviluppo economico e pacifico.

certo ci sono segnali di contrarietà da parte dell’amministrazione Bush. Ma vorrei ricordare (e il vostro giornale ne ha dato notizia) che fino all’anno scorso segnali di questo tipo erano venuti contro la trasformazione di Comiso in aeroporto civile perché si volevano utilizzarne gli immobili residenziali per i militari americani di Sigonella. Per fortuna e per merito delle popolazioni del ragusano questi segnali non ebbero seguito e venti anni dopo il ritiro dei missili l’economia di questa prosperosa provincia siciliana potrà usufruire di questa nuova importante risorsa.

ricordo, infine, che oltre venti anni fa che i missili Cruise furono tolti da Comiso sulla base di una rivendicazione del movimento pacifista italiano ed europeo che chiedeva lo smantellamento non solo dei missili americani a anche di quelli dell’URSS sulla base di un accordo che si realizzò per la distensione tra i due blocchi. La smilitarizzazione di Sigonella e la sua trasformazione può contribuire e fa parte di un processo di pacificazione che auspichiamo possa eliminare tensioni e conflitti tra i popoli del Medio Oriente che la presenza militare esterna invece di sedare alimenta.

Nicola Cipolla Presidente del Cepes